Giorgio Morandi. 1890-1964 Complesso del Vittoriano dal 28-02-2015 al 21-06-2015 “Giorgio Morandi 1890-1964”, la ricerca dell'essenzialità









GIORGIO MORANDI 
UNA STRAORDINARIA MOSTRA OLTRE 150 OPERE, DI CUI 100 DIPINTI NELL’ESPOSIZIONE PIÙ COMPLETA DEGLI ULTIMI VENT’ANNI 






Roma, 3 marzo – Dopo la grande mostra postuma curata da Cesare Brandi per la Gnam nel 1973, il Vittoriano apre a un'importante esposizione che pone nuovamente al centro dell’attenzione un esponente del Novecento italiano - Morandi -, dopo Guttuso nel 2013 e Sironi nel 2014.

Curata, con apposito progetto, da Maria Cristina Bandera, la mostra si avvale di prestiti provenienti da importanti istituzioni pubbliche e collezioni private, inclusi alcuni capolavori meno noti al grande pubblico, per ripercorrere l’intero percorso artistico di Morandi.

Dipinti a olio – un centinaio –, incisioni, disegni e acquerelli: opere dall’asciuttezza espressiva ed esiti della ricerca costante di essenzialità di Morandi. La modernità e il complesso itinerario intellettuale ed emotivo di Morandi trova espressione in quei motivi, sempre ripetuti ma sempre rinnovati: nature morte, paesaggi e fiori, qui esposti - in una lettura inedita, ma anche in una successione meticolosa e approfondita - accostando opere caratterizzate dalle sottili variazioni di uno stesso tema all’interno dei diversi generi trattati dall’artista.



Il percorso è, quindi, cronologico e tematico: dalle prime opere, nel solco delle avanguardie e della tradizione italiana, si giunge a quelle degli ultimi anni, caratterizzate da una progressiva rarefazione e pervase da un’inquietudine tutta moderna. «Credo che nulla possa essere più astratto, più irreale, di quello che effettivamente vediamo. Sappiamo che tutto quello che riusciamo a vedere nel mondo oggettivo, come esseri umani, in realtà non esiste così come noi lo vediamo e lo percepiamo». In queste parole si condensa il credo pittorico dell’artista.


Documenti d’archivio testimoniano dei rapporti epistolari e critici dell’artista con Roberto Longhi e Cesare Brandi, i due grandi storici dell’arte che per primi sottolinearono l’importanza dell’opera di Morandi.


Cenni sull’artista - Giorgio Morandi nacque e morì a Bologna (1890-1964) in un’apparente solitudine che tuttavia non gli impedì di entrare in contatto con altri artisti e di misurarsi con la loro esperienza. La mostra dà conto della sua attenzione per i grandi maestri italiani, da Giotto e Masaccio a Piero della Francesca e Caravaggio, fino alla scoperta della moderna pittura francese, e in particolare di Cézanne: a partire dalle sue “Bagnanti” Morandi si cimentò nella rappresentazione della figura umana, che poi abbandonò ben presto limitandosi a qualche raro autoritratto.
La primissima e personale adesione al Futurismo e la conoscenza delle illustrazioni di opere di Picasso e Braque si riflette in alcune sue rarissime opere degli anni d’esordio che saranno presenti in mostra. Nel 1917 conosce de Chirico e Carrà. Incontro che lo porta a elaborare, tra il 1918 e il 1919,una sua personalissima “metafisica degli oggetti comuni”. Subito dopo anche Morandi partecipa a Valori Plastici, movimento caratterizzato dalla ricerca di un nuovo plasticismo. Già a partire dal 1920 si assiste a un suo ritorno alla realtà e a una ricerca più autonoma e ormai svincolata dalle avanguardie. Negli anni Trenta riceve i primi importanti riconoscimenti critici. Nel 1930 ottiene per chiara fama la cattedra di tecnica dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, che manterrà per 26 anni. In questo quarto decennio del secolo si dedica assiduamente alle acqueforti e, nei suoi dipinti, alla ricerca sulla materia pittorica. Risalgono a questo momento le tele ricche di pastosità, opere che, come scrisse l’amico e letterato Giuseppe Raimondi, “guardate in controluce, aggiungono alla superficie di un dipinto la densa trama di un tessuto”. Nel decennio successivo, quello attraversato dalla Seconda guerra mondiale, Morandi continua a rielaborare i temi consueti della sua arte: Nature morte, Paesaggi e Fiori. Temi a cui si dedicherà, in una ricerca costante, fino agli ultimi anni della sua attività, in opere caratterizzate da un processo di rarefazione e di spoliazione dei dati del visibile e da un colore che diventa sempre più sofisticato.
Il successo internazionale attestato dalPREMIO per la pittura ottenuto alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1957, precedendo Marc Chagall, e l’interesse crescente per la sua pittura da parte di importanti collezionisti si riverbera nella presenza di sue opere nei set della Dolce vita di Federico Fellini nel 1960 e de La notte di Michelangelo Antonioni nel 1961. 

Da questo momento l’attenzione per la pittura di Morandi non farà che crescere attirando l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso e internazionale. Interesse stimolato dall’attenzione e da sottolineature di rilievo da parte di pittori, registi e letterati che ne riconoscono l’attualità. La sua capacità di “abitare il Tempo” è testimoniata, tra gli altri, dagli scritti di Pier Paolo Pasolini, Paul Auster, Don De Lillo e dalle parole dell’artista Giulio Paolini, che nel suo testo (in catalogo) scrive: “Un quadro di Morandi è piuttosto un "quadrante" che registra e riferisce le ore, la luce e le ombre di ogni giorno, posate sugli oggetti che di quel tal giorno si fanno muti ma sapienti testimoni tra le pareti silenziose del suo studio.” Di un “miracolo della condivisione di un sogno” parla il regista Ferzan Ozpetek, osservando come la naturalezza quotidiana degli oggetti o dei brani di paesaggio di Morandi divenga “universale” e si trasformi “in una cosa nostra”.


La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ed è realizzata in collaborazione con Roma Capitale e Regione Lazio.

dal 27 febbraio al 23 giugno 

Giorgio Morandi 1890-1964

Complesso del Vittoriano
via di San Pietro in Carcere
lunedì-giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 22; domenica 9.30 – 20.30
biglietti 12 euro (ridotto 9) - prevendite 06 32810811; www.ticketone.it 


Informazioni +39 066780664 comunicare organizzando






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