IRENE BRIN E LA GALLERIA L’OBELISCO, 2-3 dicembre, MLAC e Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea


Irene Brin e la Galleria L’Obelisco
2-3 dicembre 2015
Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza (MLAC)
in collaborazione con
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea (MLAC) dell’Università la Sapienza di Roma in collaborazione con la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea  organizza due giornate (2 e 3 dicembre) dedicate alla scrittrice e giornalista Irene Brin, proprietaria della Galleria L’Obelisco a Roma insieme al marito Gaspero del Corso. Figura poliedrica e cosmopolita, promotrice del made in Italy nel mondo grazie anche al ruolo di Rome Editor per “Harper’s Bazaar”, Irene Brin ha raccontato i cambiamenti dell’Italia del dopoguerra e i mutamenti
di costume in un paese affascinato dal modello americano. I rapporti da lei intrattenuti con il mondo della moda, della fotografia e del cinema si rispecchiarono nell’attività della Galleria L’Obelisco, fondamentale snodo nel dopoguerra per l’apertura internazionale e per l’anticonformismo delle sue proposte, e che ancora attende un’adeguata storicizzazione. Negli anni Cinquanta a L’Obelisco esposero – tempestivamente per l’Italia – artisti come Rauschenberg, Dalí, Matta, Magritte, Tanguy, Bacon e Calder e da lì presero le mosse giovani artisti italiani tra i quali Vespignani, Afro, Burri e Clerici, mentre il decennio successivo fu caratterizzato dalla promozione dell’Optical Art e dalla riscoperta di Balla.
Il 2 dicembre, alle ore 18.30, il MLAC inaugurerà la mostra Irene Brin e la Galleria L’Obelisco, curata da
Rosalba Cilione, Simona Pandolfi e Ilaria Schiaffini, che resterà aperta fino al 19 dicembre.
L’esposizione ripercorre l’attività professionale di Irene Brin e la storia della Galleria L’Obelisco attraverso fotografie e documenti provenienti dai fondi archivistici della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, dell’Archivio Pasquale De Antonis di Roma, dell’Associazione Irene Brin di Sasso di Bordighera, dell’Archivio La Centrale dell’Arte di Roma, dell’Accademia Costume & Moda di Roma, dell’Archivio Lionello Venturi dell’Università La Sapienza.
In mostra una ottantina di fotografie che ritraggono Irene Brin, le mostre, gli artisti e i frequentatori de L’Obelisco (alcune tratte da scatti celebri di Richard Avedon, Leslie Gill, Pasquale De Antonis), accompagnate da lettere, manifesti e cataloghi di mostre. Una parte del materiale fotografico sarà dedicato al rapporto di Irene Brin con la moda: modelle, aristocratiche e attrici indossano vestiti e accessori prodotti dalle case di moda italiane (Carosa, Fabiani, Fontana, Simonetta, Capucci). Sarà inoltre possibile ammirare l’abito realizzato su disegno di Giacomo Balla per la mostra dedicata all’artista da L’Obelisco nel 1968, che in quell’occasione fu indossato da Irene Brin.
Il 3 dicembre, dalle 9.30 alle 17.30, il MLAC ospita il convegno Irene Brin e la Galleria L’Obelisco, a cura
di Vittoria Caterina Caratozzolo, Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi, con interventi di storici, studiosi della moda, dell’arte e della letteratura volti ad approfondire sia la figura di Irene Brin nella cultura italiana dal dopoguerra agli anni Sessanta, sia l’attività della Galleria L’Obelisco. Oltre agli organizzatori, intervengono Michela De Giorgio, Franco Contorbia, Tommaso Mozzati, Mariastella Margozzi, Simona Pandolfi, Rossella Caruso, Riccardo De Antonis. Partecipano inoltre significativi testimoni e protagonisti dell’epoca come Enrico Crispolti, Elio Marchegiani, Lorenza Trucchi.
Ancora il 3 dicembre alle ore 18.30 la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea presenta
l’allestimento delle opere di sua proprietà acquistate presso la Galleria L’Obelisco. L’allora direttrice Palma
Bucarelli fece comprare due disegni di Luigi Spazzapan nel 1945 (presso la Galleria La Margherita, allora
gestita da Irene Brin e Gaspero del Corso), il dipinto Lotta di galli di Felice Ludovisi nel 1951, due acqueforti
di Degas nel 1956, due piatti in ceramica di Picasso nel 1958 e uno studio per Le tre età di Gustav Klimt nel
  1. Nel 1967, a testimonianza del nuovo interesse per l’arte cinetica e programmata, il museo acquistò dodici
serigrafie di Josef Albers, il Labirinto diagonale di Martha Boto e Superficie magnetica e Camera
stroboscopica di Davide Boriani; chiude la serie la Boîte-en-valise (1938-42) di Marcel Duchamp, acquisita nel
  1. In mostra, oltre alla maggior parte delle opere elencate, documenti e fotografie che testimoniano le
attività della Galleria L’Obelisco e i rapporti con Palma Bucarelli tratti dai fondi archivistici della GNAM.
Programma
Mercoledì 2 dicembre, ore 18.30
Inaugurazione della mostra Irene Brin e la Galleria L’Obelisco
a cura di Rosalba Cilione, Simona Pandolfi e Ilaria Schiaffini
MLAC – Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea – Sapienza Università di Roma
Palazzo del Rettorato – primo piano. Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
Durata: dal 3 al 19 dicembre 2015
Orari: lunedì-sabato ore 11.00 – 19.00
Info: tel. 345 2130122. Email: massimilianotimo@gmail.com
Giovedì 3 dicembre, ore 9.30-17.30
Convegno Irene Brin e la Galleria L’Obelisco
a cura di Vittoria Caterina Caratozzolo, Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi
MLAC – Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea – Sapienza Università di Roma
Palazzo del Rettorato – primo piano. Piazzale Aldo Moro 5 – 00185 Roma
Info: tel. 345 2130122. Email: massimilianotimo@gmail.com
Giovedì 3 dicembre, ore 18.30
Inaugura l’allestimento delle opere acquistate dalla Galleria nazionale d’arte moderna presso la Galleria L’Obelisco

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma
viale delle Belle Arti, 131 – 00197 Roma
Durata: dal 3 al 23 dicembre 2015
Orari: martedì-domenica ore 8.30 – 19.30
Info: tel. 06-32298221, www.gnam.beniculturali.it
Chiara Stefani e Laura Campanelli
Ufficio Stampa
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
viale delle Belle Arti, 131
00197 Roma
tel. 06-32298328
gan-amc.uffstampa@beniculturali.it
Convegno Convegno Brin Sapienza 2 copia
Pubblica:
Massimo Nardi

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