LA PARTE CHE OFFRI / Spostamenti prodigiosi



"LA PARTE CHE OFFRI / Spostamenti prodigiosi"

Un progetto espositivo itinerante ideato da "Minuta Contemporanea " e coordinato dall'APS “Francesco Netti”.

Curata dal critico d’arte Giacomo Zaza, la mostra si inserisce nell’antico rito delle "anime pezzentelle" della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli.
Un'indagine poetica e politica che trasforma l’arte stessa in un dono incondizionato, oltre ogni logica utilitaristica.

La prima tappa: Santeramo in Colle.

Ispirandosi alle riflessioni dell'etnologo Marcel Mauss, le opere si disporranno come tracce e apparizioni in due luoghi suggestivi e limitrofi:
- la Pinacoteca “Francesco Netti”, Palazzo Marchesale;
- la Chiesa del Purgatorio in Largo Piazzolla.

Dodici artisti internazionali daranno vita a questo straordinario cammino:
Francesco Arena, Rä Di Martino, Renato Galante, Glenda León, H. H. Lim, Paola Mancinelli, Eva Marisaldi, Lorenzo Montinaro, Luigi Presicce, Raffaele Quida, Enrico Serotti, Wang Yuxiang.


Un solo corpo, plurime epifanie.

Dove: Pinacoteca Francesco Netti, Palazzo Marchesale Caracciolo Carafa in Piazza Garibaldi e Chiesa del Purgatorio in Largo Piazzolla, Santeramo in Colle (BA).

Quando: Dal 26 Giugno al 26 Settembre 2026.
Dal Giovedì alla Domenica, dalle 17.00 alle 20.30.

Organizzazione e Gestione: APS “Francesco Netti”.

Inaugurazione: 26 Giugno 2026, ore 18.00, Chiesa del Purgatorio.

Biglietto d'ingresso: 2,50 €.

Segui la pagina per scoprire i dettagli e gli artisti in mostra!

Info: +39.388.7211551/+39.347.1978123; info@francesconetti.com; www.francesconetti.com



Nel grembo più remoto della città di Napoli, tra la densità delle ombre, la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco custodisce una devozione che si tramanda come un soffio trattenuto, quella delle anime pezzentelle. Presenze orfane di nome e di narrazione, accolte dalla pietà dei viventi e restituite a una forma altra di permanenza.
Nell’ipogeo, un tempo, la discesa non era mero atto fisico, ma inclinazione dell’anima. Si eleggeva una capuzzella — reliquia anonima — e la si assumeva come destino condiviso. La si detergeva, la si ornava, la si interrogava nel silenzio. In cambio, si implorava l’essenziale e l’incommensurabile: un
sogno, un segno, una custodia. Così si sanciva un patto muto, una corrispondenza fragile e tuttavia persistente.
La parte che Offri / Spostamenti prodigiosi si innerva in questo gesto arcaico: un atto di offerta distante da una morale utilitaristica, un atto che non reclama restituzione e tuttavia si carica di attesa.
Non una mostra, ma una soglia di attraversamento e spostamento. Non una narrazione, ma un esercizio di osservazione e ascolto rivolto a ciò che è stato privato della voce. Offrire, qui, coincide con il tentativo di sottrarre all’oblio, di trattenere ciò che incessantemente si disperde.
Ideato da Minuta Contemporanea, società con sede a Napoli, specializzata in eventi di arte contemporanea, e coordinato della Associazione di Promozione Sociale “Francesco Netti” di Santeramo in Colle, il progetto è curato da Giacomo Zaza - critico d’arte e curatore attento alle relazioni tra arte contemporanea, spiritualità, pratiche sociali e geografie della ibridazione, tra
Mediterraneo e Centro America. Lo sviluppo espositivo sarà un’indagine poetica e politica sul significato del dono. Da anni, Giacomo Zaza orienta la propria ricerca verso esperienze artistiche capaci di attivare memorie e processi di trasformazione culturale, per le quali l’opera diviene spazio, relazione e attraversamento. Zaza stesso, in merito al progetto espositivo dichiara: "ripercorrere le domande poste dall’etnologo francese Marcel Mauss sull’inclinazione dell’uomo a donare, ricevere e ricambiare, quale energia incredibile connaturata e profonda, fa sì che lo scenario degli artisti
presentato per la mostra a Santeramo in Colle, metta in risalto la libertà dell’offerta incondizionata e del prolungamento del tempo. Questa dinamica sollevata dalla convergenza delle opere dei diversi autori contemporanei introduce continui spostamenti, interferenze visionarie e spazi prodigiosi. Il
gesto plastico/visivo dell’artista, qualunque esso sia, possiede il valore del dono: è un gesto che offre nuovi campi percettivi e nuovi stimoli". L’arte, conclude Zaza, "intrinsecamente è radice del dono e dello scambio oltre la dicotomia tra solidarietà e gioco dei propri interessi. E l’arte, come il dono, assume nelle pieghe delle sue manifestazioni tanti livelli, liberi da logiche utilitaristiche, nella
completa assenza di garanzie".
Il progetto avrà una visione itinerante con diverse mostre in luoghi differenti a comporre un unico percorso narrativo. La prima esposizione sarà a Santeramo negli spazi della Pinacoteca del Palazzo Marchesale e, contestualmente, nello spazio della Chiesetta del Purgatorio, luogo ad essa limitrofo. 
Gli artisti convocati si dispongono come epifanie discrete, depositando elaborati e attitudini che si danno quali tracce, reliquie, apparizioni. Le anime pezzentelle si trasfigurano in figure liminali dell’invisibile, custodi di una memoria che domanda di essere abitata. Il dono non si compie mai in linea retta: si avvolge, ritorna, risuona, si sposta come interrogazione inconclusa.
Donare non è sottrarre, ma aprire una ferita luminosa e consentirle di essere attraversata — anche quando l’alterità permane muta e sconosciuta.
In un tempo che assimila il dono allo scambio, il progetto La parte che Offri invita a sostare nella sua verità più profonda: quella di un’offerta che eccede ogni misura. Sembra avanzare diverse domande: “che cosa offriamo realmente? A chi si rivolge il nostro gesto? E quale traccia permane quando ogni altra forma si dissolve?”. Sono interrogativi che incidono tra memoria e presente, restituendo al gesto artistico una rinnovata capacità di trasformazione.
Il progetto si articola come un unico respiro che non muta la sostanza, ma la modalità del suo Il progetto si articola come un unico respiro che non muta la sostanza, ma la modalità del suo apparire.
È la relazione tra opera, spazio e sguardo a trasfigurarsi, mentre il nucleo permane intatto, come brace custodita sotto la cenere.