“MIMMO JODICE. MEDITERRANEO” – MOSTRA A PALAZZO LANFRANCHI DI MATERA



Mimmo Jodice. Mediterraneo

MATERA-MUSEI NAZIONALI DI MATERA – PALAZZO LANFRANCHI

07/07/2026 - 08/11/2026

Curatore  Carlo Sala

A pochi mesi dalla scomparsa, avvenuta lo scorso 27 ottobre, Matera rende omaggio al fotografo Mimmo Jodice. L'occasione è la mostra Mimmo Jodice. Mediterraneo, urata da Carlo Sala e allestita a Palazzo Lanfranchi dal 7 luglio all'8 novembre 2026. L'esposizione riunisce 83 fotografie che raccontano una delle ricerche più significative dell'artista, dedicata alle radici della civiltà mediterranea e all’archeologia.

MIMMO JODICE E LA FOTOGRAFIA

Nato nel 1934 nel Rione Sanità di Napoli, Mimmo Jodice si avvicinò alla fotografia da autodidatta negli anni Cinquanta, sviluppando fin dagli esordi una ricerca che trasformava l'immagine in uno strumento di interpretazione poetica della realtà. La sua riflessione sul rapporto tra tempo e paesaggio lo portò a diventare una delle figure più autorevoli della fotografia italiana del Novecento. Dagli anni Sessanta collaborò con protagonisti delle avanguardie artistiche internazionali come Andy Warhol, Joseph Beuys e Michelangelo Pistoletto, contribuendo al rinnovamento del linguaggio fotografico contemporaneo.

LA FOTOGRAFIA DI MIMMO JODICE IN MOSTRA A MATERA

Il percorso espositivo della mostra Mimmo Jodice. Mediterraneo presenta 68 stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio appartenenti all'omonima celebre serie dedicata al mare, realizzate tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Si tratta di opere raramente esposte, provenienti dalla Collezione privata i Cotroneo di Roma e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri, che testimoniano la maturità espressiva raggiunta da Jodice nella sua riflessione sul passato.

A queste si affiancano cinque grandi opere della serie Danzatrici e dieci fotografie dedicate agli sviluppi più recenti della sua ricerca, provenienti dallo Studio Jodice. Le immagini nascono da lunghi viaggi e ricognizioni compiuti dall’artista nei luoghi simbolo del Mediterraneo: da Paestum, Pompei, Cuma e Baia fino alla Grecia, alla Turchia, alla Giordania, alla Tunisia e alla Libia. Nelle sue fotografie statue, rovine e paesaggi marini vengono sottratti alla dimensione documentaria per acquisire una forza evocativa straordinaria. Gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e le celebri Danzatrici emergono dall’ombra come presenze vive, mentre il mare, svuotato di ogni elemento contemporaneo, appare come una soglia metafisica tra passato e presente.

ARCHEOLOGIA E CIVILTÀ MEDITERRANEA NEGLI SCATTI DI MIMMO JODICE

La mostra Mimmo Jodice. Mediterraneo offre anche l’occasione per rileggere il significato profondo dell’opera di Jodice, considerato uno dei maggiori innovatori della fotografia europea. Come sottolinea Carlo Sala nel saggio che accompagna il catalogo, ad esempio, le statue ritratte dall’artista sono “i soggetti connotati dal maggiore pathos espressivo perché i loro volti si caricano di una umanità palpitante dove il bronzo e il marmo perdono l’algida perfezione formale voluta dai loro anonimi autori e si fanno materia emotiva capace di trasmettere una varietà di sentimenti che dall’uomo antico risuona nelle coscienze di quello contemporaneo”. Dopo la tappa lucana, la mostra approderà al Centre d’Art Moderne di Tétouan, in Marocco. ski ARTE