Atelier d'Architettura apre le sue porte all'arte, SKYLINES di Sergio Valentini

 
Inaugurazione 6 maggio 2016
dalle ore 19:00 alle ore 23:00
Atelier d'Architettura
via Matteo Renato Imbriani n.105, 70121 Bari, Italy
 
A cura di Rosanna Mele

Atelier d'Architettura, apre, dunque, le sue porte all'Arte intendendo rovesciare il significato di studio progettuale di architettura fine a se stesso e porsi come vetrina di conoscenza anche dei linguaggi espressivi dell'arte contemporanea. In un connubio Architettura e perché no, Ingegneria, Arte e Mestiere questo progetto vuole offrire al pubblico la possibilità di fruire di "Architetture di Spazi e di Pensiero Creativo" capaci di promuovere e valorizzare l'energia espressiva del nostro tempo e dei suoi protagonisti.
 L’iniziativa di aprire le proprie porte all’Arte, per accogliere artisti e raccontarli in mostre personali, punta a dimostrare che l'espressione fresca e dinamica della creatività contemporanea può entrare nelle nostre case non solo come una bella opera da contemplare ma anche e soprattutto come armonia di pensiero estetico da comprendere, percepire, vivere e condividere. Eccoci dunque, sulla scia di un cosciente e maturo percorso di professionali collaborazioni creative, approdare a quell'unità delle arti indicata nel manifesto della "Casa della Costruzione" (il "Bauhaus"), dal suo protagonista originario, Walter Gropius di cui ricordiamo un pensiero che abbiamo voluto far nostro: " Creare una nuova corporazione di artigiani estranei a quell'orgoglio di categoria che eleva un muro di superbia tra artigiani ed artisti. Dobbiamo volare, immaginare, preparare in comune il nuovo edificio dell'avvenire, che unirà armoniosamente, Architettura, Scultura e Pittura, e questo edificio si innalzerà nelle mani per milioni di operai nel cielo futuro, emblema cristallino della nuova fede nell'avvenire".
 Da qui parte ancora una volta un nuovo progetto ospitando l'artista poliedrico Sergio Valentini ed in particolare la sua raccolta di opere intitolata "SKYLINES".
 
“….Le città come i sogni, sono costruite di desideri e paure …”
Italo Calvino
 La sperimentazione polimaterica è nelle creazioni di Sergio Valentini alla base di ogni sua ricerca artistica. Architetto per formazione e vocazione, si dedica da anni alla sua innata passione per l’arte: attraversando più stagioni creative, dall’impressionismo all’informale, egli approda a progettualità tecnico - espressive che ricorrono ad elementi esterni di fisicità extrapittorica. Il principio di interattività plastica e concettualizzazione figurativa presiede gran parte dei suoi ultimi lavori in cui il culto della città sembra prevalere come traccia antropica di evoluzione ed involuzione sociale del nostro tempo. Sergio Valentini non a caso spinge la sua ricerca espressiva verso una pitto-scultura che nella metafora dello Skyline, “degli agglomerati cittadini” (come egli stesso definisce le sue ultime opere) registra l’inganno della globalizzazione economica e la necessità di riqualificare, almeno idealmente, gli spazi urbani inseguendo quasi l’utopia della “Città Ideale” di rinascimentale memoria. Su ogni sua composizione egli interviene, sulle scene urbane di volta in volta costruite, con colori ed elementi materici di consumo e di riuso. Materiali estrapolati al quotidiano - come legno, plastica, carta che l’artista trasforma in immagini figurative attraverso il disegno e la tecnica del bassorilievo - riempiono i suoi supporti suggerendo interessanti rappresentazioni visive sempre al limite tra bidimensionalità e tridimensionalità. Il suo percorso creativo dichiara infatti uno stile aperto alla sperimentazione tecnica, rigorosa ed armonica, che si apre ad un ricco repertorio di possibilità creative: trattamento del colore, dinamismo del segno, costruzione di forma e volumi, scelta dei valori luminosi, ritmo costruttivo del gesto pitto-scultoreo. Ogni composizione è interpretazione sempre personale del dato visivo, incline per ispirazione ad una stesura pittorica dai toni apparentemente distaccati freddi, con spazi ampi, vuoti e pieni plasmati da intensi cromatismi e dal tratto marcatamente impressionista. L’esito raggiunto in ogni sua creazione è quello di composizioni dal forte potere evocativo; strutture metaforiche ed architettoniche dal moto armonioso e ritmato, continuo ed ipnotico.
 Il progetto pittorico SkyLines, non a caso accolto nello spazio espositivo di Atelier di Architettura, nasce dunque dal sentito rilancio del rapporto tra Arte ed Architettura e si sviluppa come viaggio utopico attraverso gli spazi mentali della metropoli ideale. Come una nebulosa in continua trasformazione, questo ideale itinerario visivo si snoda tra progettazione spaziale e memoria emozionale in una dialettica sempre più feconda tra civiltà e natura, materia e spirito, realtà e sogno. Una dimensione materico – atemporale, la sua, nella quale anche il paesaggio urbano diviene archetipo antropomorfico, simbolo, emblema di un perduto Eden che la civiltà tecnologica ed il disagio sociale hanno dissacrato e relegato nel cassetto, non più autonomo della nostra realtà.
 Dalle esplorazioni urbanistico-architettoniche alle riflessioni sul modo in cui far crescere e rendere funzionale la città alle esigenze dell’uomo contemporaneo, la ricerca espressiva di Valentini punta a celebrare, secondo il mio punto di vista, l’identità dei luoghi secondo una concezione sentitamente animista. Emerge, infatti, in ogni dettaglio delle sue opere, un’identità figurativa nutrita di tutte le tensioni che caratterizzano i linguaggi espressivi contemporanei intesi come territorio creativo in cui è possibile far dialogare la pittura come spazio emozionale e la scultura come architettura di pensiero. Non di meno, la sua ispirazione creativa nasce dalla consapevolezza di credere alle esigenze espressive che gli pervengono dal di fuori; esse si traducono in indagine ricognitiva che è poi, in fase esecutiva di ogni opera, pretesto per una nuova rappresentazione della realtà. Sergio Valentini dà corpo pittorico ad una ricerca artistica che fa parte della sua vita; il suo ideale di bellezza urbana è in perfetta dialettica con quella naturale atmosferica. I suoi SkyLines, attraverso l’ideale dialogo tra cielo e terra, portano un messaggio che è in continuo divenire come il pensiero che le ha generate, incontrando l’interprete o l’osservatore cui possano parlare e gradatamente rivelarsi; ecco che la collezione “SkyLines” affascina intriga e ci proietta in spazi sognati, racconti visivi sulla natura dei luoghi, vissuti o immaginati, pulsanti di energia vitale, impregnati di pensiero e di sentimento.
 Concludo la mia pillola critica su Sergio Valentini citando una sua riflessione che, ben raccontando la simbolica suggestione dei suoi agglomerati cittadini, mi ha suggerito non pochi spunti di lettura sull’intero percorso creativo di questo eclettico autore: “Mettersi alla finestra e guardare da lontano, sapendo che in ogni contenitore architettonico c’è vita, ci sono gioie e drammi, c’è tutto il panorama delle passioni e dei limiti umani, immaginando e cercando di raccontare, senza farsi troppo attraversare, la poesia e la storia emozionale di ogni vita.”
a cura di Rosanna Mele
storico dell’arte e critico indipendente


Pubblica
Massimo Nardi

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