INFINITE TIME recensione di DINA COLANINNO



INFINITE TIME E’ un grande piacere trovarsi qui, in questo luogo d’arte, in mezzo ad opere d’arte, tra artisti e fruitori che possono dare e godere del piacere del “bello”. Sì, perché ancora una volta, Massimo Nardi ci stupisce riunendo opere di pregevole impatto estetico e di temi e contenuti profondi. INFINITE TIME (Tempo Infinito) è il titolo della mostra Le opere che guardiamo, infatti, non sono solo espressione grafica, pittorica,scultorea, fotografica, ma sono messaggi “significativi” che ci inducono a pensare, a riflettere, a collegare occhio-cuore-mente-tempo. Suscitano un confronto tra l’uomo e il tempo, in una sorta di archeologia della memoria, dove rimbalzano echi, immagini, segni, situazioni. E’ il tempo che scorre, ma che restituisce in un ciclo continuo vissuti che qui, ogni Artista ha tradotto in emozioni. Chi osserva, cioè noi, deve farsi coinvolgere da ogni opera, guardarla attentamente, farsi catturare non solo dalla sua forma esteriore, ma anche dalla sua anima, dal messaggio che comunica e da ciò che noi percepiamo. Sicchè ogni linea, ogni forma, ogni colore, ogni materia si fanno linguaggio, metafora, significato multiplo da interpretare. - Ci accolgono i cavalli di ROBERTO MONTEMURRO,



statici o dinamici, fieri, cavalcati da personaggi di arcaica bellezza, mitologici, epici, apotropaici, in argilla patinata a freddo. - O i cavalli in bronzo di PASQUALE GUASTAMACCHIA


plasmati con impronte frenetiche, alla Medardo Rosso. - Per passare alla struggente bellezza delle figure di AMEDEO DEL GIUDICE:



 alla sua donna composta, ieratica e solenne come una Madonna di Piero della Francesca, alla raffinatezza impalpabile dl tratto grafico, la leggerezza chiaroscuro a matita, interrotto dal contrasto cromatico come un improvviso accendersi di luce, come un elettrochoc, un ricordo, un flash di memoria riaffiorata o la magrittiana donna bendata. - E ancora GIOVANNI CARPIGNANO 
con le sue forme essenziali e pulite, dall’espressione integra, assemblate con materiali di riciclo (bulloni) in composizioni modulari. La forma esagonale del bullone è come la cellula (dice l’Artista) e richiama alla costituzione del corpo umano e all’origine della vita. - E qui poi siamo circondati dalle opere del Maestro MARIO COLONNA:


incisioni dal tratto veloce, sicuro, elegante, dagli sprazzi luministici di bianco, da composizioni che evocano la romanità o le stanze vaticane di Raffaello. Splendida la sequela di ritratti: volti che ci guardano e che guardiamo, dalle espressioni molto profonde che ci rimandano ad immagini rinascimentali, a studi sulla ritrattistica di Antonello da Messina, ma anche al valore cromatico di Annigoni. Del Maestro Colonna, Cassano ha nella Chiesa di Santa Maria Delle Grazie una splendida cupola absidale dipinta come la tradizione romanica che è anche un documento storico, data la rappresentazione del committente e dei personaggi dell’epoca. - Certamente impattanti le sculture di ENZO GUARICCI 


sia che rappresentino totemici semplici oggetti (come la Grande Matita), che elementi più complessi come il tronco di figura umana (l’Accettato), di classica bellezza da sembrare emerso da uno scavo archeologico, ma di bivalente e ironico senso che induce a riflettere sull’insidia delle parole e del loro significato. - L’astrazione cromatica di PASQUALE GUASTAMACCHIA


(di cui abbiamo già visto gli splendidi cavalli) ci accompagna nel percorso verso - le sagome di BEPPE LABIANCA





che si ritagliano nello spazio: persone bloccate nell’attimo dell’azione, ora semplice e familiare, ora serena, ora sofferta di una esistenza quotidiana senza tempo e carica di mistero. - PINO COLONNA:

figure inframmezzate a pittura materica, paesaggi incantati, evocanti fiabe medioevali, forme umane, vegetali, animali, in un caleidoscopio di geometrie e colori. Una fusione magica della realtà pur nella profondità dei significati. - Il tempo scivola verso i raffinati acrilici di ANTONIO LAURELLI,

 giocati su di una ricerca di toni neutri, di impasti di grigi, di beige, di balenii di bianco in forme eleganti ed astratte. - Il polittico di PINO NAVEDORO



con questa sua donna armoniosa nella struttura fisica, ma inquietante perché minata da simboli che intaccano l’apparente serenità di donna procreatrice. - Concludo questo “viaggio di esaltante bellezza espressiva” con la fotografia di LETIZIA GATTI,




 che rappresenta le alte possibilità artistiche di questo linguaggio: Letizia, attraverso il bianco e nero, le luci e le ombre, affida alle mani forti significati emotivi. INFINITE TIME (Tempo Infinito) è ciò che percepiamo percorrendo questi spazi e queste opere, questo tempo infinito che ci avvolge, ma non ci imprigiona, ci fa fluttuare in uno spazio che non è solo fisico, ma che è nostro, mentale, che può varcare quindi qualsiasi barriera e che diventa perciò metafisico. Grazie a questi Artisti che ci consentono di superare anche i confini della banalità quotidiana e di “cavalcare il tempo” con il pensiero, con le forme e i colori negli occhi. E poi davvero poter ammirare il frutto della creatività e dell’estro artistico ci rende l’immagine dell’uomo più serena, il tempo e lo spazio in cui vive meno ostile e forse ci rassicura e convince che “la bellezza salverà il mondo”. Grazie Massimo

Prof,ssa Dina Colaninno (storico dell'Arte)


Dal 25 Novembre 2017 al 28 Dicembre 2017
CASSANO DELLE MURGE | BARI
LUOGO: Pinacoteca Miani Perotti
CURATORI: MASSIMO NARDI
ENTI PROMOTORI:
  • REGIONE PUGLIA
  • COMUNE DI CASSANO DELLE MURGE
  • PRO LOCO
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 347 7040555
SITO  http://www.arte.it/calendario-arte/bari/mostra-infinite-time-46171



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