PhEST - Festival internazionale di fotografia e arte Undicesima edizione
Dal 7 agosto al 1 novembre 2026 a Monopoli in Puglia
PhEST - Festival internazionale di fotografia e arte
Undicesima edizione
Julian Germain, Erik Kessels e Noway recordings gli ultimi artisti svelati per il PhEST 2026.
Vince la PhEST Pop-Up Open Call sezione cortometraggi Edwin Lai. Menzioni speciali a Mads Toft Hansen e Alma-Oline Weitling, e a George Drivas.
Il percorso espositivo si completa con le mostre di: Joan Fontcuberta, Juno Calypso, Harri Pälviranta, Horst von Harbou, Frances Griffiths e Elsie Wright, Chloé Azzopardi, Chinky Shukla, Sara Munari, Roger Ballen, Vivian Maier, Marek Kita e gli artisti in residenza del 2026 Sara Angelucci e Giuseppe De Mattia. E ancora Sergey Melnitchenko, Victorine Alisse e Francesco Conti per la la Pop-up Call sezione fotografia.
È
stata presentata questa mattina in conferenza stampa la XI edizione di PhEST –
Festival Internazionale di Fotografia e Arte, in programma a Monopoli dal 7
agosto al 1° novembre. Hanno partecipato Antonio Decaro,
presidente della Regione Puglia; Silvia
Miglietta, assessora alla Cultura della Regione
Puglia; Angelo Annese, sindaco di Monopoli; Giovanni Troilo,
direttore artistico di PhEST; Arianna Rinaldo,
curatrice fotografica di PhEST; Cinzia Negherbon,
direttrice organizzativa di PhEST; Luca Petruzzellis,
delegato del Rettore alla Comunicazione e Marketing dell’Università degli Studi
di Bari Aldo Moro, main partner di PhEST; Emma Ruffino, commissario straordinario della ASP “Romanelli Palmieri”; Luca Scandale,
commissario Aret - Pugliapromozione. Di seguito il comunicato stampa e la
cartella stampa completa con link a foto, video, dichiarazioni e
approfondimenti.
Cosa succede quando l’infanzia globale finisce sotto
l’obiettivo, un errore si trasforma in opera d’arte o la videoarte si avventura
nei corridoi d'ombra di un purgatorio burocratico? PhEST – festival
internazionale di fotografia e arte torna a Monopoli dal 7 agosto al 1°
novembre, e lo fa svelando gli ultimi, attesi tasselli che vanno a
completare il mosaico dell’undicesima edizione. Costruito attorno
alla domanda provocatoria What if?, il festival trasforma la città
pugliese in un laboratorio di visioni sul presente e sul futuro, invitando a
guardare la realtà da una prospettiva diversa e a immaginare cosa potrebbe
accadere, intrecciando fotografia, arte contemporanea, cinema, memoria e
ricerca.
A completare un panorama espositivo di assoluto
rilievo si aggiungono nuove mostre e progetti che alzano ulteriormente
l'asticella della ricerca visiva. Tra queste spicca Classroom Portraits
(2004–2015) di Julian Germain, un’imponente indagine tipologica
sull’ambiente scolastico e sull'infanzia nel XXI secolo. Attraverso oltre 450
ritratti di grande formato scattati in aule di più di venti Paesi, Germain
documenta la scuola come matrice di ricordi collettivi, esperienza formativa
universale e specchio delle dinamiche sociali e politiche del nostro tempo.
Lo sguardo sui nuovi linguaggi della fotografia si
consolida con la mostra The Portfolio Parade, curata da Erik Kessels
e realizzata in collaborazione con Fujifilm Italia. Presentata per la
prima volta al MIA Photo Fair 2026, l'installazione rompe gli schemi espositivi
tradizionali presentando i lavori di 56 artisti emergenti stampati su carta ad
alta definizione FUJICOLOR Crystal Archive DPII Lustre. Kessels sarà inoltre tra
i protagonisti più attesi del weekend inaugurale (7-8-9 agosto) con la sua
imprevedibile e attesissima visual talk L’ecologia del quotidiano
e con una visita guidata alla mostra da lui curata. A completare le attività di
Fujifilm, un wall interattivo dove i visitatori potranno lasciare il
segno del loro passaggio con un pensiero, e un’immagine stampata su instax,
legati al tema dell’edizione What if.
Spazio poi all'enigma con il progetto di videoarte Northern
Swell firmato dall'autore anonimo Noway Recordings: un’opera dalla
precisione chirurgica che, tra architetture asettiche e rimandi alla geometria
ipnotica di Kubrick, evoca un'anticamera dell'aldilà popolata da figure che
hanno smarrito la propria memoria.
Si confermano straordinari anche i numeri della PhEST
Pop-Up Open Call che, in
partnership con UniBa – Università degli Studi di Bari Aldo Moro, LensCulture,
PhMuseum, Fujifilm Italia, ha superato le 1.200 candidature da oltre 100
Paesi. L'edizione 2026 ha segnato il debutto della sezione cortometraggi sostenuto
da UniBa, premiando come vincitore assoluto As It Should Be del
regista di Hong Kong Edwin Lai, un ritratto intimo e delicato sulle
relazioni familiari e l'identità. Assegnate inoltre le menzioni speciali a Drømmehus
(Dream House), riflessione sul restauro e la memoria dei luoghi, dei
cineasti danesi Mads Toft Hansen e Alma-Oline Weitling, e a The
Biography of a Software dell'artista greco George Drivas, opera
realizzata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e che indaga il rapporto
tra l’uomo e le sue creature tecnologiche.
Novità di questa edizione è anche la partnership con
le Grotte di Castellana che rinnova e rafforza il legame tra arte, cultura e
meravigliose risorse naturali. Per tutta la durata del festival, i due poli
culturali offriranno un'agevolazione reciproca ai rispettivi visitatori:
presentando alla biglietteria delle Grotte di Castellana un biglietto di PhEST
acquistato durante il periodo della manifestazione, si potrà accedere al
percorso ipogeo alla tariffa ridotta speciale. Allo stesso modo, chi visiterà
le Grotte durante le date del festival beneficerà di uno sconto dedicato per
l'ingresso alle mostre di PhEST.
Queste importanti novità vanno a integrarsi in un
percorso espositivo già ricco e articolato. Dai rari scatti di scena di Horst
von Harbou sul set di Metropolis, capolavoro di Fritz Lang del 1927,
all’omaggio per il centenario della nascita di Vivian Maier con la
mostra Shadows and Mirrors (in collaborazione con diChroma Photography),
incentrata sul tema dell’autoritratto; da Joan Fontcuberta che in What
Darwin Missed gioca con i confini tra natura e artificio, fino alla discesa
nell'inconscio di Roger Ballen con due mostre, in dialogo tra loro: Outland
e Inferno, presentata in anteprima italiana in collaborazione con
Postcart Edizioni.
E ancora, i conflitti e le paure del nostro tempo
riletti attraverso il bunker antiatomico rosa confetto di Juno Calypso (What
To Do With a Million Years), la violenza mediatica rielaborata da Harri
Pälviranta (Choreography of Violence), che rielabora scatti di
cronaca del Novecento; i campi militari per bambini di Marek Kita (FunFun/Gun,
in collaborazione con PhMuseum); le conseguenze dei test nucleari in Rajasthan
in When Buddha Stopped Smiling di Chinky Shukla; le protesi
organiche di Chloé Azzopardi (Non-Technological Devices); e la
finzione speculativa sul collasso ambientale di Sara Munari (ArkOne).
Completa la ricerca storica un progetto dedicato al celebre caso delle foto delle
fate di Cottingley scattate nel 1917 da Frances Griffiths ed Elsie
Wright.
In linea con il profondo legame tra PhEST e il
territorio pugliese, l'edizione 2026 ospita la residenza d'artista di Sara
Angelucci nella Riserva Naturale di Torre Guaceto (in collaborazione con
Fondazione Sylva, Centro Velico e Agricola Guaceto, con il sostegno del Canada Council for the
Arts), dedicata alla flora locale attraverso
scansioni notturne ad altissima definizione, e la restituzione della residenza
di arte contemporanea di Giuseppe De Mattia, Pelo e contropelo,
che trasforma i pettegolezzi e le voci di piazza di Monopoli in balloon
fumettistici affissi sui muri della città.
Completano i vincitori della Pop-Up Call fotografica con Francesco Conti (Sopravvivono alle
spiagge) che usa le coste pugliesi come punto di partenza per una
riflessione sul Mediterraneo; i rullini usa e getta dai fronti di guerra
ucraini raccolti da Sergey Melnitchenko (Frontline Rolls) e il
lavoro di Victorine Alisse sul villaggio palestinese di Wadi Fukin (We
Will Stay Here as Long as There Will Be Thyme and Olives); e la menzione
speciale di Nina Pacherová con We Won't Tell Daddy!.
A dare il via ufficiale sarà l'intenso weekend
inaugurale dal 7 al 9 agosto.
Venerdì 7 agosto si parte alle 19:30 in Largo Palmieri
con la cerimonia d'apertura alla presenza
delle istituzioni, seguita dall'apertura delle mostre al Monastero di San
Leonardo con vino offerto da Tormaresca, dal live di Giorgia Angiuli e
dal DJ set di Alberto River. Sabato 8 e domenica 9 agosto
il centro storico si animerà con visite guidate insieme agli artisti e
ai curatori (tra cui Sara Angelucci, Hannah Watson, Nina Pacherovà, Harri
Pälviranta, Giuseppe De Mattia, Sara Munari, Francesco Conti, Erik Kessels e
Claudio Corrivetti per la mostra di Roger Ballen), workshop di Street
Photography targati Fujifilm in partnership con Foto Diego con Alex
Liverani e Lorenzo Catena; e le attesissime Letture Portfolio gratuite con
– tra gli altri - lettori internazionali come Josh Lustig (FT Weekend
Magazine), Erik Vroons (Over Magazine), Veronica Daltri (Il
Manifesto), Krzysztof Candrowicz (Łódź Fotofestiwal), Francesca Seravalle
(Curatrice indipendente) e Hannah Watson (Trolley Books). Le serate in Largo
Palmieri vedranno alternarsi appassionanti Visual Talk con ospiti quali
Sara Angelucci, Francesca Seravalle, Erik Kessels, Arianna Rinaldo, Laura
Sciacovelli e Francesca Marciano, e Giuseppe De Mattia; proiezioni serali con
contenuti di PhEST26, PhMuseum, Fujifilm Italia, il film Steamboat Bill, Jr
di Buster Keaton accompagnato al pianoforte dal vivo da Paolo Fornasier con il
suo progetto “pauliverse”, una selezione di super8 di Vivian Maier, le
proiezioni della selezione 2026 di PhEST Pop Up Open Call, fino al live set
degli Inude. Programma dettagliato disponibile su: www.phest.it
PhEST -
Festival internazionale di fotografia e arte è nato nel 2016 a Monopoli in
Puglia da un’idea di Giovanni Troilo, direttore artistico del festival, e di
Arianna Rinaldo, cui è affidata la curatela fotografica, con la direzione
organizzativa di Cinzia Negherbon. La curatela dell’arte contemporanea è
dal 2017 in collaborazione con Roberto Lacarbonara. PhEST è fotografia,
cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Un modo per restituire
voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre,
ridefinendo un nuovo immaginario.
PhEST - See
Beyond the Sea è prodotto e promosso dall’associazione culturale PhEST, in
collaborazione con la Regione Puglia e A.Re.T. Pugliapromozione, con il
sostegno dei Fondi Europei di Coesione FSC 2021-2027 e del Comune di Monopoli.
Main Partner: Università degli Studi
Aldo Moro di Bari, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico
Meridionale
Main Sponsor: Fujifilm
Italia
Sponsor: Torre
Coccaro - Tormaresca - Acqua Orsini
Sponsor
tecnico: Pubblicità & Stampa - Vivai Capitanio - Montetullio
Partner
Culturali: D-Chroma Photography, LensCulture, PHMuseum, Mondadori Portfolio,
Canada Council for the Arts, Postcart, Fondazione Sylva, Agricola Guaceto,
Centro Velico Torre Guaceto
Partner locali:
ASP Romanelli Palmieri, OTM, OCS, AIS MURGIA, Muneris
Media Partner: Sky
Arte, Artribune
Radio
ufficiale: Radio Norba
Patrocinio: FAI
- Fondo Ambiente Italiano
Regionale di Trenitalia (Gruppo FS)
Official Green Partner
ORARI APERTURE
MOSTRE
Apertura al
pubblico dall’8 agosto al 1 novembre.
Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle
23
Domenica dalle 11 alle 22
Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle
22
Domenica dalle 11 alle 22
Orari
ottobre:
Lunedì chiuso. Da martedì a venerdì dalle
10 alle 13 e dalle 16 alle 20
Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle
21
Domenica dalle 10 alle 21
Orari 1
novembre: dalle 10 alle 22

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