MIMMO PALADINO Drammaturghi / Storyboard
MIMMO PALADINO
Drammaturghi
/ Storyboard
a
cura di
Davide
Sarchioni
16
settembre – 18 ottobre 2026
Capalbio,
Galleria Il Frantoio
Inaugurazione: mercoledì 16 settembre, ore 18
Sarà presente
l'artista
Mimmo Paladino in mostra alla Galleria Il Frantoio di Capalbio, da
mercoledì 16 settembre con Drammaturghi
/ Storyboard, a cura di Davide
Sarchioni.
Il
progetto è organizzato in collaborazione con Fondazione Capalbio e con il
patrocinio del Comune di Capalbio, in occasione della V edizione del Capalbio
Film Festival per il quale l’artista ha ideato l’immagine inedita del
manifesto.
Mimmo
Paladino (Paduli, 1948) è una delle figure più rappresentative e riconosciute
internazionalmente dell’arte contemporanea italiana, protagonista della
stagione della Transavanguardia e autore di una ricerca tanto riconoscibile
quanto difficile da classificare e ricondurre a un unico registro o medium.
Dalla pittura alla scultura e al disegno, il suo lavoro si è aperto nel tempo
all’architettura, alla scenografia e al cinema, rimanendo tuttavia saldamente
ancorato allo sguardo di un pittore profondamente consapevole del proprio ruolo
nella lunga storia delle immagini.
La
mostra riunisce un'ampia selezione di opere su carta appartenenti a due nuclei
distinti: I Drammaturghi e Storyboard, realizzate
tra il 2005 e il 2018, dalle quali emerge il rapporto fecondo che Paladino intrattiene
con il teatro, la letteratura e il cinema. Linguaggi diversi che trovano nel
disegno un territorio comune, uno spazio originario nel quale l’immagine
viene concepita, evocata e progressivamente affidata alla forma. Non solo studio
preparatorio o annotazione estemporanea, il disegno costituisce una delle
matrici dell’immaginario dell’artista, il luogo nel quale figure e simboli,
archetipi, segni e colori emergono nella loro condizione più libera, senza
fissarsi in un approdo definitivo. Profili e volti, forme arcaiche e
geometriche affiorano, si sovrappongono o arretrano, dando luogo a una
narrazione aperta, nella quale memoria e invenzione continuamente si
richiamano. È soprattutto sulla carta che Paladino affida la visione poetica
alla libertà del segno, generando suggestioni, reminiscenze e inattesi
cortocircuiti.
Nelle
sedici opere della serie I Drammaturghi, dedicate ad altrettante
figure che hanno segnato la storia del teatro e della cultura europea, questa
attitudine trova una delle sue espressioni più intense. Il primo nucleo di
lavori risale al 2005; nel 2018 Paladino amplia la serie in occasione della
mostra-installazione Paladino al Teatro Valle. 19 drammaturghi e un
sipario in scena. Antonin Artaud, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Eschilo,
Carlo Goldoni, Eugène Ionesco, Molière, Luigi Pirandello, William Shakespeare,
August Strindberg, Henrik Ibsen, Sarah Kane, Carmelo Bene, Vladimir
Majakovskij, Tadeusz Kantor e Dario Fo diventano volti e maschere, presenze
emblematiche che attraversano epoche e geografie differenti. Prendendo le
distanze dalla restituzione fisionomica, i tratti individuali si dissolvono in
segni, campiture, frammenti e accensioni cromatiche, capaci di condensare
qualcosa dell’universo poetico di ciascun autore. Il riferimento ai grandi
protagonisti della scrittura teatrale si apre così a una riflessione più ampia
sulla condizione umana, sull’identità e sulla capacità dell’uomo di
rappresentarsi e trasformarsi.
Il
rapporto di Paladino con il teatro ha d’altra parte radici lontane. Nel corso
degli anni l’artista ha collaborato con registi, attori e compagnie,
realizzando scenografie e interventi per la scena, esperienza alla quale è
legata anche l’origine della celebre Montagna di sale. Il teatro
entra tuttavia nella sua opera senza determinarne il linguaggio, poiché diviene
materia dell’immaginazione, repertorio di figure e possibilità narrative, al
pari del mito, della letteratura e della storia dell’arte.
Dalla stessa tensione verso il racconto deriva l’incontro con
il cinema. Con Quijote, realizzato nel 2006 a partire dalla
rilettura del capolavoro di Cervantes, Paladino sperimenta il suo primo
lungometraggio affidando al tempo, al movimento e alla successione delle
immagini un universo figurativo maturato attraverso la pittura e la
scultura, seguendo un percorso che giunge
fino a La Divina Cometa del
2022, liberamente ispirato all’universo dantesco e costruito come una
successione visionaria di incontri, apparizioni e memorie. Il cinema
costituisce per l’artista un territorio di sperimentazione affrontato con la
stessa libertà che caratterizza il suo rapporto con pittura, scultura e
disegno, nutrito da una concezione dell’arte nella quale diverse forme
espressive possono reciprocamente alimentarsi e contaminarsi.
È
in questo passaggio che acquistano particolare significato la serie degli Storyboard.
Le otto carte esposte restituiscono la dimensione germinale dell’immagine
cinematografica: appunti, intuizioni e sequenze possibili, nelle quali segni e
figure lasciano affiorare il processo stesso dell’immaginazione, rivelando un
tempo, una successione, un racconto.
Il
dialogo tra I Drammaturghi e Storyboard costituisce
così il cuore della mostra: uno spazio nel quale la parola si fa immagine e
l’immagine si apre al racconto, alla scena e al movimento. Se ne I
Drammaturghi il teatro e i suoi protagonisti vengono ricondotti alla
dimensione visiva, negli Storyboard il segno sembra anticipare
e insieme custodire le potenzialità dell’immagine in movimento. La mostra
assume pertanto un ruolo peculiare nel contesto del Capalbio Film Festival, che
si inaugura a partire dal 17 settembre sempre a Capalbio, a Borgo Carige,
ulteriormente sottolineato dalla scelta di affidare a Mimmo Paladino l’immagine
della quinta edizione, nella quale attorno alla sagoma di un volto arcaico si
articolano segni e lettere, numeri e forme geometriche, simboli di un alfabeto
visivo e frammenti di un racconto ancora in divenire che sembra evocare la
natura stessa del cinema.
Ad accompagnare
l’inaugurazione della mostra, l’esclusiva proiezione del suo film, Qujote,
interpretato tra gli altri da Peppe Servillo e Lucio Dalla, presentato alla
Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. La proiezione si svolgerà il 16
settembre al Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige.
Scheda tecnica
Artista: Mimmo
Paladino
Titolo mostra: Mimmo
Paladino. Drammaturghi / Storyboard
A cura di: Davide
Sarchioni
Organizzata da: Associazione
Culturale Il Frantoio
In collaborazione con: Fondazione
Capalbio
Con il patrocinio di: Comune
di Capalbio
Periodo: 16 settembre
– 18 ottobre 2026
Inaugurazione: mercoledì
16 settembre, ore 18.00
INFO
Date e orari di apertura:
dal 17 al 20 settembre, dalle
10.00 alle 12.00 e dalle 19.00 alle 22.00
fino al 18 ottobre, ogni
venerdì, sabato e domenica, dalle 19.00 alle 22.00; dal lunedì al giovedì su
appuntamento. Chiuso il martedì
CONTATTI
Ufficio Stampa
Studio Martinotti
Associazione Culturale “Il
Frantoio”
e-mail: ilfrantoioart@gmail.com
IG: @frantoio_arte
FB: Associazione Culturale “Il Frantoio”
