Vernissage Grande Mostra "Barocco e Neobarocco"
Ph.Letizia Gatti
“Barocco
e Neobarocco”, la Grande Mostra nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana
presentata oggi ai media. Domani l’apertura al pubblico.
Un’anteprima di
successo per una mostra che – a detta del curatore – è destinata a richiamare
un pubblico dai molteplici interessi, proponendosi fra le più importanti in
Italia nel 2026.
La
Grande Mostra “Barocco e Neobarocco”, organizzata da Micexperience Puglia Rete
d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia
del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, apre i battenti
domani, sabato 21 marzo 2026, nelle sale del Castello Imperiali di Francavilla
Fontana (Br) e questa mattina, nello stesso luogo ha vissuto la sua anteprima
riservata alle autorità politiche e militari del territorio e al mondo della
comunicazione e della cultura al suo più ampio livello di diffusione.
Nell’edificio
monumentale restaurato di recente a presentare l’evento che propone 64
capolavori originali assicurati per diversi milioni di euro, sono stati il
Sindaco di Francavilla Fontana, avv. Antonello Denuzzo; il dott. Pierangelo
Argentieri, presidente di Mice Experience Puglia e Ideatore di Puglia Walking
Art, il prof. Pierluigi Carofano, storico dell’arte e curatore della mostra.
“Questa mostra prosegue
nell’ambito del progetto sotteso al protocollo Puglia Walking Art, che prevede
il coinvolgimento di Enti locali e della Regione e di sponsor per creare
esperienze multisensoriali coinvolgenti, capaci di costituire un’occasione
unica in Puglia: proporre grandi artisti in un percorso appositamente studiato
per il Castello Imperiali è un fatto eccezionale e che ha il carattere
dell’unicità – ha esordito Pierangelo Argentieri -. Se il primo risultato è
stato quello di ampliare i nodi della rete di Puglia Walking Art, ora possiamo
ben dire che un’altra location identitaria, unendo la sua storia al valore
delle opere in esposizione, sarà capace di richiamare visitatori da ogni parte
della Puglia e del Meridione d’Italia. Abbiamo già prenotazioni di gruppi – ha
concluso Argentieri ringraziando gli intervenuti – e ciò accade quando c’è il
giusto connubio tra autori da scoprire e opere che vengono esposte per la prima
volta o sono assenti da molti anni da eventi significativi”.
Il curatore della
mostra, prof. Pierluigi Carofano, ha quindi ribadito l’unicità dell’evento
ospitato nel Castello Imperiali, “costruito in ogni suo aspetto pensando alla
location e al tema impegnativo che il luogo merita e che rende concreto un
progetto, che si ispira al celebre saggio di Omar Calabrese, “L’età
neobarocca”, uscito 39 anni addietro. Abbiamo voluto trattarlo, quasi eseguendo
una partitura musicale in sei movimenti – ha osservato il curatore - che
descrivono un viaggio, capace di unire la teatralità di Rubens, Van Dyck,
Bernini, Pietro da Cortona e Guido Reni, ad esempio, con le suggestioni
spaziali di un De Chirico, e le tensioni del linguaggio informale e le
contaminazioni del contemporaneo. A Francavilla siamo riusciti a portare opere,
che non venivano esposte in pubblico da oltre 40 anni e ancora gioielli
contemporanei che sono l’orgoglio di istituzioni pubbliche e private che
dialogano con musei nazionali e con collezioni di ampio respiro”.
Alla conferenza stampa,
sono intervenuti il prefetto di Brindisi di Brindisi, dott. Guido Aprea, che ha
portato i presenti a riflettere sui temi di cultura, bellezza e legalità;
l’arch. Antonio Zunno, dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e
Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, che ha rimarcato
l’impegno dello Stato per la tutela e la valorizzazione dei Beni culturali; la
dott. Carla Scagliosi, Direttrice della Galleria Nazionale della Puglia
“Girolamo e Rosaria Devanna” di Bitonto, la quale ha riferito delle sinergie
create tra la mostra “Barocco e Neobarocco” e quella che dal 1° aprile si
inaugura proprio a Bitonto, per sua cura, ed ha come titolo “Barocco, Allegorie
del sensibile”.
Le considerazioni
conclusive sono state del sindaco della Città degli Imperiali, avv. Antonello
Denuzzo. “Abbiamo messo insieme un numero davvero straordinario di opere
riconducibili al Barocco, il movimento che ha attraversato il Seicento e
segnato anche le architetture della nostra città, prima di dare inizio alla
modernità – ha detto il sindaco -. Direi che già il titolo svela l'ambizione e
il valore della grande mostra allestita a Castello Imperiali, un luogo che ha
il suo pregio. Il percorso espositivo – ha aggiunto Denuzzo - finisce per
comporre un dialogo tra due epoche lontane, ma connesse. Da una parte i
capolavori realizzati da Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Guercino,
Guido Reni, Van Dyck, Rubens, testimoniano lo slancio creativo di
una delle stagioni decisive della civiltà europea che non è soltanto il secolo
delle grandi chiese, ma anche di Galileo, di Cartesio, di un'umanità che si
interroga sul mondo; dall'altra la riscoperta novecentesca del Barocco
attraverso le opere di Giorgio de Chirico, Igor Mitoraj e molti altri.
Insomma – ha concluso - una selezione di oltre 60 tele di alcuni tra gli
artisti più iconici della storia dell’arte e tra i più amati dal grande
pubblico, tutte qui a Francavilla Fontana. Sono grato a Pierangelo Argentieri,
Gianluca Zurlo e tutto il gruppo di lavoro di Micexperience e a questo
punto sono molto curioso di riscontrare le reazioni”.
L’evento francavillese
è già presente sul portale Vivaticket e viene illustrato con essenziali
tasselli, volta per volta, all’interno del sito https://www.pugliawalkingart.com/,
completamente rinnovato e reso ancora più completo per quanti intendano “farsi
un’idea” del progetto Puglia Walking Art. Esso inoltre viene proposte sui
canali social del Comune di Francavilla Fontana e sul sito istituzionale
dell’Ente locale francavillese.
La Grande Mostra - che
ha come project manager Gianluca Zurlo (Micexperience), vede la progettazione e
l’allestimento di Fabiola Biondi, su progetto grafico, immagine coordinata e comunicazione
mostra di Maieutica Studio. Movimentazione e Acchroccage opere sono di
Butterfly Transport - è patrocinata da Regione Puglia, della Camera di
Commercio di Taranto-Brindisi e di Federalberghi Brindisi con concessione di
contributo.
Mobility partner sono Gruppo
FS e Aeroporti di Puglia. Con la collaborazione dell’Associazione “L’isola che
non c’è” di Latiano, si giova del supporto di Gea-Materiali per vivere, di
Generali assicurazioni Agenzia di Francavilla Fontana, di Confartigianato
Imprese Oria-Francavilla Fontana e di Casa Resta. Sponsor tecnici sono:
Nuovarredo e Caffè Fadi
La Grande Mostra “Barocco
e Neobarocco” è supportata da due società leader nel rispettivo settore:
Vivaticket per le attività di biglietteria e Ears per le audioguide.
“Barocco e Neobarocco”
osserverà i seguenti orari di apertura: da martedì a domenica dalle ore 9:30
alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00. Il lunedì pomeriggio dalle ore 16:30 alle
ore 20:00.
Info:
www.pugliawalkingart.com
Francavilla Fontana, 20
marzo 2026.
20.3.BNB
“Barocco
e Neobarocco”, un giro veloce nella mostra con il curatore
Il prof. Carofano ci guida fra Rubens e Mitoraj
La Grande Mostra
“Barocco e Neobarocco” allestita nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana
(Brindisi) “si articola, quasi fosse un libro da sfogliare, in sei capitoli –
dice il curatore dell’evento, prof. Pierluigi Carofano -: partiamo dal
Protobarocco per analizzare il rapporto tra Storia e Mito, quindi consideriamo
il Trionfo del Barocco ed i temi fondanti di questo periodo, prestando
particolare attenzione alla Natura Morta, ai Paesaggi e alle Battaglie, fino al
Sacro Barocco… E già nella prima sala – prosegue Carofano – vien da chiedersi:
in che modo Barocco e Neobarocco si incontrano lungo tutto questo percorso
espositivo? Perché vi sono opere barocche ed opere contemporanee? Semplicemente
perché il Neobarocco è una rilettura moderna dei temi Barocchi, che eredita il
gusto per la complessità, la spettacolarità e l’irregolarità, trasformandoli in
un contesto contemporaneo. Condivide con il Barocco il rifiuto delle regole
rigide, la ricerca dell’originalità, il movimento, la teatralità e l’uso di
accostamenti inusuali per creare stupore e meraviglia. Sia il Barocco che il
Neobarocco – aggiunge sul punto - prediligono forme dinamiche, curve e
complesse rispetto alla simmetria classica. L’obiettivo di entrambi è stupire
lo spettatore. Il Barocco lo faceva con la monumentalità e l’illusione
scenografica, mentre il Neobarocco sfrutta i mezzi tecnologici e massmediali
per creare effetti simili. Ma attenzione – conclude il professore -: il
Neobarocco non è una semplice copia del Barocco, ma un’evoluzione che utilizza
lo spirito barocco per interpretare la frenesia e la complessità del mondo
attuale”.
Ed eccoci, dunque, ad
affrontare il tema del Protobarocco con i visitatori a considerare che il
Barocco suscita estasi e rapimento, coinvolgendo in un gioco di eccessi,
movimento, teatralità e colore. Sono sei le opere esposte in questa sezione,
con dipinti di Ludovico Carracci e Guido Reni e con la “Pelle umana per oggetti
decorativi” di Franco Angelo, “che fa prendere atto – spiega Carofano - di cosa
sia la proposta neobarocca”. Si passa quindi ad analizzare i temi della Storia
e del Mito e delle relazioni ad essi sottesi: ci sono Pietro da Cortina e
Francesco Solimena; c’è soprattutto Peter Paul Rubens ed una scultura di
Giorgio de Chirico che vanno considerate.
Quindi i visitatori
colgono l’eleganza del ritratto: “è in questa sezione il celeberrimo
autoritratto del Bernini conservato agli Uffizi di Firenze – dice il curatore
-, ma di altissima considerazione sono capolavori come l’Autoritratto di van
Dick, il Ritratto di Filippo IV di Spagna e il Ritratto di uomo con cappello
attribuito al Rembrandt. Il neobarocco di questa sezione? La Santa Lucia di
Adolfo Wildt che aiuta nella riflessione e che abbiam messo in dialogo con
altre opere in un’altra sala”.
“Temi barocchi sono
quelli delle nature morte, dei paesaggi e delle battaglie – osserva il prof.
Carofano -. La natura morta acquista una propria dignità tra i temi pittorici e
si fa soggetto delle tele, non più solo brano decorativo. E se la pittura di
paesaggio, come genere autonomo, trova consacrazione all’alba del Seicento
dalla fresca fantasia poetica di Annibale Carracci, ispirata dall’osservazione
diretta della natura di cui fornisce una visione arcadica, idilliaca – prosegue
il curatore -, come non pensare che la battaglia come genere autonomo deve
molto all’opera di Jacques Callot e alle sue incisioni? Sulla base di queste
rappresentazioni – prosegue ancora Carofano - si sviluppa la ‘battaglia
barocca’, capace di impaginare su scala ridotta spettacolari composizioni
costruite su una nuova concezione dello spazio in equilibrio tra una visione ‘a
volo d’uccello’ e una progressiva distensione prospettica”. “In questa sezione
– riferisce Carofano – abbiamo dato ai visitatori diversi punti per riflettere,
mentre resta fondante il collegamento col Neobarocco grazie al Detroit di Tano
Festa, mentre nella sezione dedicata alla Natura morta presentiamo un’opera
senza titolo dell’unico artista vivente annoverato in questo evento, mi
riferisco a Barillaro, e l’Architettura e Vasi di Mario Tozzi che merita tanta,
tanta attenzione”.
“Sacro Barocco è
l’ultima sezione della mostra – osserva Carofano -. Siamo convinti di aver
trattato tutte le sfaccettature di un universo tematico, ma poi – aggiunge –
chiudere un percorso con i bozzetti di Enrico Baj e con il potente Ikaro di
Igor Mitoraj credo sia qualcosa di unico. Del resto – conclude – più volte
abbiamo sottolineato l’unicità della ricerca per una Grande Mostra che è
destinata ad attagliarsi, quasi fosse un abito artigianale di gran lusso, solo
al luogo che la ospita: mostra unica come unico è il Castello Imperiali”.
Giova ricordare che
prestatori della mostra sono Istituzioni pubbliche e private: Firenze, Galleria
degli Uffizi; Bitonto, Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria
Devanna”; Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria; Pisa, Museo Nazionale di
Palazzo Reale; Trieste, Galleria Nazionale di Arte Antica; Alessandria,
Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria; Bari, Pinacoteca metropolitana;
Cremona, Museo Civico Ala Ponzone; Genova, Musei di Strada Nuova; Livorno, Museo
Civico Giovanni Fattori; Piacenza, Museo di Palazzo Costa; Pisa Fondazione
Pisa; Pontedera, PALP Fondazione per la cultura; Roma Museo Carlo Bilotti;
Volterra, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra; Piacenza, Collezione
Magnolia Arte; Sabbio Chiese, Galleria Antichità la Pieve; Solofra, Fondazione
De Chiara De Maio; Pietrasanta, Atelier Mitoraj; Roma, Collezione Letizia
Coppotelli.
Francavilla Fontana, 20
marzo 2026.



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